Ramen: le 3 categorie principali (+2 speciali).

Le tipologie di ramen sono numerose ed ognuna affonda le proprie radici in una diversa cultura culinaria regionale.

Con questo articolo, senza scendere nello specifico, vogliamo illustrare in maniera semplice le tre grandi famiglie, a cui si vanno ad aggiungere due sottocategorie che bisogna assolutamente menzionare.

A prescindere dal tipo di noodles (men) o dagli ingredienti aggiunti come topping, questo piatto è innanzitutto categorizzato in base al condimento usato per insaporire / dare sapidità al brodo. La scelta, di norma, cade su tre opzioni: uso della salsa di soia, uso della pasta di miso, o semplicemente uso del sale.


Shōyu ramen (醤油ラーメン, ramen alla salsa di soia).

喜多方醤油ラーメン
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Il ramen alla salsa di soia è il più diffuso in Giappone.  Si dice che abbia fatto la sua prima comparsa all’inizio dello scorso secolo in un ristorante nel quartiere di Asakusa, Tokyo. Al brodo, derivato da ingredienti quali maiale, pollo, pesce, alghe e/o varie, viene aggiunto il condimento caratterizzante a base di salsa di soia. Quali ingredienti e in che quantità vengano usati peró è tutto a discrezione del cuoco, ne consegue una vastità immensa di stili impossibili da raggruppare in una sola descrizione.

Ciò che in genere caratterizza lo shoyu ramen è comunque un brodo saporito ma mai eccessivamente. Mantenere una semplicità organolettica è indispensabile per valorizzare il gusto dei noodles e dei vari toppings, ossia fettine di maiale chashu, menma (germogli di bambù fermentati) e via dicendo.



Miso ramen (味噌ラーメン, ramen al miso).

社食シリーズ - 味噌ラーメン
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Il miso ramen si è diffuso in Giappone a partire dall’Hokkaido. Il brodo è realizzato solitamente con maiale e verdure, a cui viene aggiunto il miso, artefice di quel tipico sapore intenso tutto giapponese, che lo rende più opaco e più consistente. Oltre ai classici toppings quali maiale chashu o cipollina negi, spesso viene aggiunto anche mais e/o burro, entrambi i quali donano una caratteristica tendenza dolce al piatto. Non mancano però le versioni piccanti, essendo molto diffuso anche l’utilizzo di peperoncino per questo tipo di ramen. 

In breve, rispetto a quello alla salsa di soia, le guarnizioni sono più varie e numerose ma meno distinte fra loro.



Shio ramen (塩ラーメン, ramen al sale).

Shio ramen - 塩ラーメン
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Le caratteristiche dello shio ramen (si traduce letteralmente con l’espressione poco appetitosa ramen al sale) sono la semplicità del brodo, di colore pallido trasparente e la valorizzazione del gusto dei singoli ingredienti, che non vengono sovrastati da sapori intensi quali il miso o la salsa di soia. Per questo motivo viene chiamato il ramen che non ti imbroglia (traduzione libera ndr), dal momento che per un brodo gustoso si può solamente fare affidamento sulla qualità delle materie prime.

Semplicità non è comunque sinonimo di povertà gustativa, anzi, potremmo considerare due parole chiave che ne racchiundono l’essenza: saporito e leggero.



Tonkotsu ramen (豚骨ラーメン, ramen alle ossa di maiale)

博多一蘭 とんこつラーメン
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Se solitamente è il condimento usato che ne denomina il genere, una particolare eccezione la fa il tonkotsu ramen dove è l’ingrediente base usato per il brodo, ossia le ossa di maiale, a dargli il nome.

Le ossa vengono fatte bollire intensamente a fuoco alto; questo procedimento crea un emulsione, donando al brodo una consistenza più viscosa, un colore opaco e un sapore ricco e caratteristico

Ma tutti i ramen dove vengono utilizzate ossa di maiale vengono quindi chiamati tonkotsu ramen?

Ebbene no. Solitamente le ossa di maiale (insieme ad altri ingredienti) stufate a fuoco lento vengono usate nella maggior parte dei ramen per dare sapore al brodo. E’ solo quando la preparazione implica il sovracitato procedimento a fuoco alto dove si porta la pentola a bollore che si utilizza l’espressione tonkotsu ramen. Poi se il condimento è a base di soia si chiamerà tonkotsu shoyu, se insaporito solo con sale si chiamerà tonkotsu shio e via dicendo.

La tradizione del Kyūshū vuole che i noodles (men) siano fini e, in proporzione con gli altri generi, in piccola quantità, favorendo il classico ordine del bis di soli noodles (kaedama, 替え玉) durante il pasto che verranno immersi nel proprio brodo.



Toripaitan ramen (鶏白湯, ramen al brodo bianco di pollo)

鶏白湯味噌らーめん
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Come per il tonkotsu ramen, anche il toripaitan è una categoria a parte che prende il nome non dal condimento ma dall’ingrediente principale del brodo, ossia il pollo (o meglio le ossa e quello che rimane dopo la pulizia).

Molto similmente al tonkotsu, le ossa di pollo vengono fatte bollire per un lungo periodo regalando quindi al brodo un colore bianco opaco e una consistenza caratteristica.
D’altro canto, a differenza di esso, il sapore pur essendo piuttosto intenso non ha quell’odore forte che contraddistingue (e spesso porta a non prediligere) invece il tonkotsu ramen, rendondolo così un piatto in paragone più leggero, facilmente apprezzabile e se possiamo dire anche più salutare.



Noodle shop | Shimbashi, Tokyo
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In aggiunta a questi cinque stili si potrebbe continuare menzionando lo tsukemen (つけめん), dove i noodles ed il brodo vengono serviti separatamente, oppure lo yusoba (油そば) che in parole povere è un ramen senza brodo che viene consumato versando una salsa a piacere.
Ne esistono anche di più specifici come il niboshi ramen (煮干しラーメン) in cui l’ingrediente principale del brodo sono pescetti azzurri (ad es. sardine) essiccati.

Andando ancor di più nello specifico, esistono almeno 20 stili regionali elencabili, e su questi ogni locale può spaziare liberamente secondo le sue preferenze. Chi punta più sulle verdure, chi su una maggiore quantità di fette di maiale chashu… A Shinjuku c’è un locale famoso non per il brodo o per la scelta dei topping, ma per l’originale e segreto metodo di fermentazione del singolo menma (germogli di bambù).

Se passate per il Giappone non vi accontentate assolutamente di provarne solo un genere! Avventuratevi e tentate di chiedere al cuoco o al cameriere che tipo desiderate. Solitamente ogni locale che si rispetti ne serve almeno due diversi stili.

Se invece siete proprio a Tokyo fate un salto nella pagina Ramen cliccando qui e cercate tra quelli che GiappoGourmet consiglia!



MikeLeeRose

Pseudonimo di Michele La Rosa, sommelier in trasferta a tempo indeterminato a Tokyo con la passione per l'arte ukiyo-e, le kokeshi, i film dello studio ghibli. Amante del ramen di Yokohama, del natto e del washoku in generale, le sue bevande preferite sono il sakè junmai secco, lo yuzu-shu ed lo shochu di orzo. Ciò di cui non può fare a meno è, dopotutto, la semplice Asahi Super Dry.